LEMMY B
SPETTACOLO IN ITALIANO
creazione, visual, performance Nunzia Picciallo
suono Brandon LaBelle, Nunzia Picciallo
accompagnamento drammaturgico e testo di sala Tita Tummillo De Palo
sguardo esterno Elena Giannotti
foto Giuseppe Follacchio
co-produzione Equilibrio Dinamico, Fondazione Fabbrica Europa, Associazione Culturale Ri.E.S.Co.
con il supporto di Spin Time Labs, Assemblage Arts, Network Internazionale Danza Puglia, Movimento Danza, Atelier delle Arti, Orbita Spellbound Centro Nazionale di produzione della danza
A partire da una posizionamento di donna*, persona non-binaria, affronto la paura come elemento fondativo di un sistema strutturale costruito sulla violenza. Il corpo è concepito come un dispositivo politico, poiché riconfigura la relazione tra soggetto e oggetto, aprendo a nuove narrazioni possibili contro l’immaginario dominante e creando uno spazio di riappropriazione dell’identità, intesa come possibilità mutevole ed in evoluzione. Lemmy B.ascolta, incarna il disagio, lo abita, lo dirige e lo trasforma, in una pratica e un processo aperto di autodeterminazione, dove il verbo Let me be diventa un nome, sovvertendo la richiesta di permesso.
Lemmy B. is a practice and open process of self-determination. Starting from a positioning (woman*, non-binary), I address fear as a foundational element of a structural system built on violence and surveillance. The body is conceived as a political device, as it reconfigures the relationship between subject and object, opening up new possible narratives against the dominant imagination, creating a space for the reappropriation of identity, understood as a mutable and evolving possibility. Lemmy B. embodies discomfort, inhabits it, directs it, and transforms it. The verb Let me be becomes Lemmy B., subverting the request for permission.

