Nel 2007 dopo tantissimi anni e corpose lotte del settore professionale dello spettacolo, l’ARS approva una legge quadro di settore, legge 25/2007, che regolamenta il sostegno alle attività teatrali della Regione Siciliana. Un grande passo sulla strada del sostegno alla Cultura e alla professionalità, che smarca dalla discrezionalità della politica e dai risvolti più grigi del clientelismo più tipico del territorio siciliano, il sostegno e la contribuzione alle attività teatrali private.

L’approvazione della legge, oltre ad essere importante perché garantisce parametri oggettivi di riferimento, certezza normativa e di regole per la contribuzione, si è mossa verso l’obiettivo della neutralizzazione del vecchio sistema paternalistico delle contribuzioni a pioggia, che spesso non contemplavano nemmeno adeguate rendicontazioni finanziarie e di bilancio. Un passo, dunque, verso la professionalità del settore di spettacolo poco valorizzata dalla mancata differenziazione tra questa e l’amatorialità.

La scelta coraggiosa e veramente rivoluzionaria di approvare una legge quadro è stata via via, nel corso degli anni, in parte, dissolta dal costante decurtamento dei finanziamenti. Finanziamenti che invece, salvo poche sforbiciate, sono sempre stati garantiti al settore pubblico.

Nulla di contrario verso l’importanza del settore pubblico, ma una riflessione generale s’impone visto che il Teatro Pubblico siciliano assorbe quasi la totalità dei finanziamenti per garantire un’attività quantitativamente inferiore e qualitativamente non superiore a quella del settore privato, che è sempre stato abituato a far quadrare i bilanci e ad operare con oculatezza in termini di valorizzazione delle risorse. La legge 25 infatti contempla una divisione in articoli capace di coprire la multiforme e plurale offerta culturale di tutto il settore del teatro siciliano.

Oggi, 15 aprile 2013, notizie di cronaca ci dicono che l’attuale Governo della Regione Siciliana ha destinato alla legge 25 un finanziamento di solo 1 mln di euro, destinando ai Teatri Pubblici ben 37mln. Questa scelta condanna il settore privato ad una rapida discesa verso il disastro, perché polverizzerà tutti gli sforzi compiuti con l’approvazione della legge: garantire risorse al settore professionale siciliano composto da decine di Teatri, compagnie, festival, che impiegano lavoratori, indotto, oltreché garantire un’ampia ricaduta territoriale in termini di offerta culturale e di promozione turistica.

Ci chiediamo se dietro questa scelta assurda ci sia un programma politico “lungimirante” o soltanto disattenzione. Un  governo che fa del rilancio culturale e della rivoluzione della trasparenza i suoi cavalli di battaglia non può negare “poche briciole” (il finanziamento più alto che la legge ha avuto è stato di soli 4mln di euro a fronte delle decine e decine di milioni di euro garantiti ai pochi teatri pubblici!) ad un settore che lavora costantemente per il rilancio culturale ed etico del territorio siciliano, ad un settore che rende viva una regione che ha fame di cultura e teatro.

Pertanto riteniamo importante che tutto il settore che fa riferimento alla legge 25 si coalizzi e contempli forme di protesta e proposta affinché il Governo Regionale dia riposte e finanzi adeguatamente una legge vitale per la nostra regione.

Siamo aperti ad accogliere tutte le proposte utili per organizzare manifestazioni di protesta dinanzi agli organismi regionali di riferimento.

Vi chiediamo di sottoscrivere e divulgare questo documento. Il Teatro Siciliano non può più aspettare!

 

Teatro Libero Incontroazione
Stabile d’Innovazione della Sicilia

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