SONETTI E ALTRI RIMEDI
SPETTACOLO IN ITALIANO
testo e regia Eletta Del Castillo
con Federica D’Angelo, Emanuele Del Castillo e Nicolò Prestigiacomo
musiche Enza De Rose
consulenza drammaturgia Lorenzo De Iacovo
costumi Fabrizio Buttiglieri
luci e fonica Alessandro Accardi e Giuliano Cannioto
Teatro Libero Palermo
I centocinquattaquattro sonetti di Shakespeare racchiudono la vera interiorità del poeta, che con la sua “negative capability” riesce a superare la sofferenza e gli struggimenti, ponendo al centro macrotemi come l’amore, il tempo e la morte. Mettere in scena la poesia è un atto quasi criminoso, direi, farsi ispirare da essa per trovare il modo di parlare di qualcosa che ci preme, invece, è un atto creativo. Sono si sonetti d’amore, in relazione alla vita e non unicamente all’amore relazionale tra l’autore e il suo Fair Youth, o la sua Dark Lady. La bellezza deve essere esaltata in tutta la sua essenza, bisogna accettare che il Tempo passi inesorabilmente e che solo attraverso la poesia e l’arte possiamo sigillare nella memoria quell’immagine che presto non sarà più la stessa. Per Shakespeare infatti ci sono due modi per continuare a vivere dopo la morte, uno è attraverso la progenie e l’altro è attraverso l’arte. Solo così l’autore riesce a raggiungere l’immortalità «Finché respiro ed occhi avran gli umani/questo canto vivrà e ti darà vita». Qui le storie s’intrecciano, non vediamo unicamente gli ambigui destinatari dei sonetti, piuttosto vediamo come un solo sonetto ci parla in modo universale.
Sonetti e altri rimedi vuole essere un vero e proprio viaggio nel qui e ora, fatto di ricordi, sogni, musica e corpi che si parlano. Dove lo spettatore possa ri-conoscersi e interrogarsi sulle parole, sulla vita, cercando di cambiare il proprio punto di vista, per trovare nuove gioie e trasformare il dolore.

