PLUTO – O IL DONO DELLA FINE DEL MONDO
SPETTACOLO IN ITALIANO
tratto dal Pluto di Aristofane
di Anton Giulio Calenda
regia Alessandro Di Murro
con Matteo Baronchelli, Alessio Esposito, Amedeo Monda, Laura Pannie
musiche originali di Amedeo Monda
costumi Giulia Barcaroli
disegno luci Matteo Ziglio
assistente alla regia Valeria Chimenti
Cosa succederebbe se tutti fossimo ricchi? E se a tutti fosse concesso ozio illimitato?
È su questa utopia che si gioca l’opera di Aristofane Pluto, che prende il nome da un Dio tanto poco spirituale, quanto assai utile e concreto. Il cieco Pluto, dio della ricchezza nel pantheon ellenistico, viene rapito da Cremilo, contadino ateniese, affinché smetta di elargire ricompense ai malvagi e sofferenze agli onesti. Curata la cecità di Pluto, i soldi saranno bulimicamente distribuiti a tutti e quindi lavorare diverrà inutile. Ma per Povertà, che irrompe in scena come antagonista, una indiscriminata ricchezza a portata di tutti è “azione folle, sacrilega, criminale”. Insomma se tutti sono ricchi ma chi vuole rimboccarsi le maniche?
Se Povertà è il capitalismo e Pluto una forma idilliaca di comunismo noi applichiamo il metodo aristofanesco e prendiamo le distanze da entrambi. Con questo materiale così vivo e multiforme lo spettacolo rende evidente la crisi irreversibile di queste due ideologie.

