IL RUGGITO DELL’ORSO
MEZZ’ORA PRIMA DELL’INIZIO DELLO SPETTACOLO
SPETTACOLO IN ITALIANO
di Manlio Marinelli
regia Beno Mazzone
con Alessio Barone, Matteo Contino, Laura Tornambene
luci Giuliano Cannioto e Salvatore Giuliana
L’idea inziale del Ruggito dell’orso muove dal tentativo di fornire uno sguardo sulla contemporaneità analogo a quello che ebbe, quasi cent’anni fa, il Brecht di Terrore e miseria del terzo Reich. Se Brecht aveva individuato nell’affermazione del nazismo la miseria e la tragedia dei suoi tempi, in questa scrittura il terrore e la miseria dei tempi nostri scaturiscono dall’opposizione tra due mondi: il mondo ricco e opulento in cui noi viviamo e quello marginale, povero, ma maggioritario, sullo sfruttamento del quale si basa il nostro sviluppo.
Questo conflitto è la chiave drammaturgica da cui scaturisce l’umanità dei protagonisti. Filo rosso è la paura che serpeggia attorno a noi, una paura irrazionale che vuole bloccare ogni speranza di una alternativa per la nostra società. La paura è anche parte dell’umanità di questi personaggi, le esistenze dei quali danno concreta e plastica materia agli attori per dare loro corpo e consistenza sulla scena.
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